mercoledì 31 dicembre 2014

Struffoli con miele millefiori 'Me na vira.

Vi ho già parlato dell'azienda agricola 'Me na vira e delle proprietà benefiche del miele.
Oggi vi propongo una ricetta dove il miele la fa da padrone, un dolce tipico della tradizione napoletana, non troppo difficile da fare, e adattissimo per tutto il periodo natalizio!!
Sto parlando degli struffoli, piccole palline di pasta dolce fritta avvolte nel miele e ricoperte da codette colorate e canditi (noi abbiamo usato quelli al lampone ma se volete essere più tradizionali vi consiglio i canditi all'arancia o al cedro!!).
 
 
INGREDIENTI (10 persone)
600 g di farina 0
4 uova intere
1 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di zucchero
80 gr di burro
1 bicchierino di rum
scorza di mezzo limone grattugiata
sale q.b.
olio di semi di arachide (per friggere)
400 g di miele millefiori
codette colorate q.b.
canditi q.b.
 
PROCEDIMENTO
Disponete la farina a fontana sul piano da lavoro poi impastatela con uova, burro, zucchero, la scorza di mezzo limone, un bicchierino di rum ed un pizzico di sale.
Lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un panetto di pasta liscio ed omogeneo poi lasciate riposare il tutto per almeno mezz'ora.
Trascorso il tempo di riposo riprendete l'impasto, mettetelo su un piano leggermente infarinato, lavoratelo ancora per qualche secondo poi dividetelo in palline più piccole (grosse all'incirca come un limone) dalle quali andrete a ricavare tanti cordoncini di circa 1 cm di diametro.
Tagliate i cordoncini in tanti cubetti uguali poi passateli tra le mani così da formare delle piccole palline (grosse all'incirca come una biglia).
Scaldate abbondante olio di semi di arachide in un tegame dai bordi alti.
Friggete le palline di pasta, poche alla volta, fino a che non saranno ben dorate (ma non particolarmente colorite!!)
 
 
Scolatele su carta assorbente e fatele raffreddare.
 

Fate liquefare il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente, toglietela dal fuoco e unite gli struffoli fritti, rimescolando delicatamente.
Unite agli struffoli anche i canditi e circa metà delle codette colorate poi rimescolate nuovamente.
A questo punto prendete il piatto di portata, mettetevi al centro un barattolo di vetro vuoto (serve per facilitare la formazione della ciambella di struffoli) e disponete gli struffoli tutto intorno a questo.
Decorate con le rimanenti codette colorate e fate raffreddare il tutto.
Quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo al centro del piatto e servite gli struffoli.
 

Ne approfitto ancora una volta per farvi tanti auguri di buone feste; la fine dell'anno è alle porte e un nuovo anno sta per arrivare...che sia un anno sereno, ricco di salute e strabordante di affetti!!!

Un abbraccio a tutti, Elena

lunedì 22 dicembre 2014

Semifreddo al torrone.

Eccomi!!!
Dopo qualche giorno di assenza e, nessuna, dico, nessuna buona notizia, posso dirvi che, nonostante tutto, ho voglia di festeggiare il Natale con la mia famiglia e tutti i miei amici!!
Diciamo che il periodo non è dei più fortunati ma...vorrei vedere per chi lo è!!!
Di fatto, nessuno può toglierci la voglia dello stare in compagnia e poi, diciamoci la verità...se ogni occasione è buona per spadellare dietro i fornelli, Natale è l'occasione con la "o" maiuscola.
Ora, se state organizzando il pranzo di Natale o una cena tra amici o colleghi e adorate il torrone come me e Dario, questo semifreddo potrebbe essere il dolce giusto per voi!!!


INGREDIENTI (8 persone)
250 g di torrone alle nocciole (friabile)
3 uova
250 ml di latte intero
100 g di zucchero
170 ml di panna da montare
1 pezzetto di stecca di vaniglia

PROCEDIMENTO
Fate scaldare il latte con la stecca di vaniglia, poi sgusciate le uova, tenendo gli albumi da parte e mettendo i tuorli in una ciotola insieme allo zucchero; quindi mescolate i due ingredienti con una frusta a mano fino ad ottenere una crema di colore chiaro.
Prendete un pentolino e trasferitevi la crema all'uovo ed il latte filtrato e ancora caldo: mescolate bene facendo raddensare il tutto su fuoco bassissimo poi, al primo bollore, spegnete.

 
Tritate molto finemente il torrone (possibilmente con un robot da cucina in modo da ridurlo quasi in polvere) e unitelo alla crema ancora calda.
Lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente.
Nel frattempo, con una frusta elettrica, montate gli albumi a neve ben ferma e uniteli alla crema di torrone raffreddata, sollevando delicatamente l'impasto dal basso verso l'alto per evitare di smontare il tutto.


Montate anche la panna e unitela al composto con la stessa modalità usata per gli albumi a neve.
Versate il composto così ottenuto nei rispettivi pirottini (in alluminio o silicone) e riponete il tutto in freezer per almeno 7 ore.


Trascorso questo tempo potete procedere rovesciandone il contenuto su un piattino da dessert.
Guarnite con una "spolverata" di torrone o nocciole tritati grossolanamente e...servite prima che il semifreddo si sciolga!!!!


SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
In alternativa ai pirottini potete versare il composto al torrone direttamente in un contenitore più grande, da riporre in freezer per il medesimo tempo (almeno 7 ore) : in questo caso potrete presentare il vostro semifreddo o tagliato a fette o raccolto a palline con l'apposito cucchiaio per il gelato.

Buone feste!!!

Elena

mercoledì 10 dicembre 2014

Risotto allo spumante con toma e tartufo bianco.

Una cena circa una decina di giorni fa.
Un appuntamento fisso con amici che conosco da anni, per non dire da una vita!!!
Iniziamo con un aperitivo fatto con Aperol e spumante, proseguiamo con la bagna caoda (che in questo periodo è sempre un "must") e concludiamo con una certa quantità di dolci...
Come ogni anno poi tra i peperoni, i cavoli, le patate e tutto il necessario per la "bagna" si insinuano sempre degli strani funghi...sono i tartufi raccolti dal padre trifolaio di uno di loro e gentilmente portati per l'occasione dal nostro Cicu (così lo chiamiamo!!).
Ora vi chiederete: cosa c'entra il tartufo con la bagna caoda? Niente, dico io, eppure c'è chi ne va matto!!!
Per me mangiare la bagna caoda con il tartufo è un sacrilegio vero e proprio, così ho fatto tesoro di quanto mi è stato donato e, dagli "avanzi" di quella cena, ho creato questo piatto, un primo piatto prezioso, certo, ma anche una buona idea per coccolare i vostri invitati durante le feste di Natale: un risotto allo spumante con la toma e il tartufo bianco.


INGREDIENTI  (4 persone)
500 g di riso (arborio o carnaroli)
400 ml di spumante extra dry
100 g di toma piemontese
1 cipolla e mezza
1 carota
mezza costa di sedano
tartufo bianco (circa 20/30 g)
olio evo q.b.
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Per prima cosa preparate il brodo facendo bollire in acqua salata una carota, mezza costa di sedano e mezza cipolla oppure usando il dado vegetale (possibilmente senza glutammato).
Tagliate finemente anche la restante cipolla, poi prendete un tegame capiente e soffriggetela in tre cucchiai di olio evo.
Unite il riso, tostatelo, poi sfumate con lo spumante e lasciate evaporare per qualche minuto a fiamma medio bassa.
 
 
Aggiungete via via piccole quantità di brodo e cuocete il risotto mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo tagliate a dadini la toma e pulite il tartufo da eventuali residui di terra.
A cottura quasi ultimata regolate di sale, aggiungete la toma e metà tartufo tritato finemente al coltello; mescolate il tutto per mantecare il risotto e lasciate riposare per qualche minuto a fuoco spento.
Impiattate distribuendo in superficie il tartufo rimasto tagliato a lamelle e servite subito!!


E' un primo piatto non molto economico, lo ammetto, ma potete sostituire il tartufo bianco con quello nero. Quest'anno poi sembra l'anno ideale per i tartufi (almeno qua in Piemonte): ce ne sono tanti, sono sani e hanno un prezzo abbordabile!! Provate ad informarvi!!!

Alla prossima, Elena

lunedì 1 dicembre 2014

Gamberoni al rum con purè di lenticchie rosse.

Ciao golosastri!!! Sarà che mancano pochissimi giorni al Natale ma inizio a sentirmi addosso quell'euforia positiva che ogni anno mi assale in questo periodo.
Quest'anno, poi, è il primo Natale di questo blog...e la cosa mi rende ancora più entusiasta!!!
Così, presa dalla voglia di fare, ho creato questo secondo piatto, adattissimo alle feste che si stanno avvicinando: un secondo piatto a tema, oserei quasi dire...in tinta!!!

 
INGREDIENTI (4 persone)
16 gamberoni
800 g di lenticchie rosse
100 g di porro
1 bicchiere di latte
4 spicchi di aglio
8 foglie di alloro
rum q.b.
paprika dolce q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.
 
PROCEDIMENTO
Sciacquate le lenticchie sotto l'acqua corrente poi fatele cuocere in acqua bollente salata per il tempo di cottura indicato nelle modalità di preparazione indicate sulla confezione: le mie lenticchie sono cotte in circa mezz'ora.
 
 
Una volta cotte le lenticchie, scolatele e mettetele da parte.
Pulite, lavate e tagliate il porro a rondelle poi fatelo soffriggere in una pentola antiaderente con due cucchiai di olio extra vergine di oliva, quindi aggiungete le lenticchie e un bicchiere di latte; mescolate e, se necessario, aggiustate di sale.
Lasciate cuocere per qualche minuto poi frullate il tutto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea liscia ed omogenea; coprite e mantenete al caldo su fiamma bassissima.
A questo punto, pulite i gamberoni dal carapace, dal filetto interno e dalla testa ma abbiate cura di lasciare il codino; infine sciacquateli con delicatezza sotto acqua corrente fredda.
Scottate i gamberoni in una padella con olio, aglio e l'alloro tagliato a pezzetti poi sfumate con mezzo bicchiere di rum; lasciate cuocere per pochissimi minuti poi spegnete.

 
Prendete un coppapasta, appoggiatelo su un piatto di portata e riempitelo ben bene di purè.
Una volta riempito, alzatelo piano piano: così facendo la purea dovrebbe scivolare all'interno del coppapasta e mantenere la forma datagli dallo stesso.
Aggiungete i gamberoni, decorate con una spolverata di paprika dolce e...bon appétit!!

 
Con questa ricetta partecipo al contest Sfumature in gara, organizzato dai blog Essenza in cucina e Caffe col cioccolato.
 
http://caffecolcioccolato.blogspot.it/2014/11/sfumature-in-gara.html

Alla prossima!!!
 
Elena

sabato 22 novembre 2014

Spatzle alla zucca su crema di porri di Cervere.

Ecco qui un'altra ricetta per il contest Sfumature in gara, organizzato dai blog Essenza in cucina e Caffè col cioccolato.

http://essenzaincucina.blogspot.it/2014/11/sfumature-in-gara.html

Qualche giorno fa ho pubblicato la ricetta del Bonet alle nocciole per la categoria/colore bianco, nero e marrone.
Oggi, invece, mi dedico ai miei colori preferiti e vi propongo un primo piatto dal colore prettamente autunnale: è il colore giallo/arancione dei nostri spatzle alla zucca!!
 
INGREDIENTI (4 persone)
650 g di zucca da pulire (400 g già pulita)
250 g di farina 0
1 uovo
50 g di acqua
400 ml di crema di latte fresca
1 porro (di Cervere)
1/2 cucchiaino di fecola di patate
60 g di burro
8 fette di speck sottili
olio evo q.b.
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Tagliate la zucca, pulitela dai semi e dai filamenti e ponetela in forno avvolta dalla carta alluminio per 45 minuti a 200° C.
Cotta la zucca, pelatela e riducetela in purea con l'aiuto di una forchetta o di uno schiacciapatate.
A questo punto versate in una ciotola capiente la zucca, la farina 0, l'uovo, il sale e l'acqua poi, con un cucchiaio o una frusta da cucina, mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti e fino a che il composto non raggiunga una consistenza "collosa". Infine, lasciate riposare per mezz'ora.
Nel frattempo, mondate e tagliate il porro a rondelle poi fatelo soffriggere per qualche minuto a fuoco basso in una padella con 40 g di burro; tritate il porro unitamente alla crema di latte e ad un pizzico di sale aiutandovi con un frullatore ad immersione, aggiungete (per addensare leggermente) mezzo cucchiaino di fecola di patate e mettete da parte.
Fate lo stesso con lo speck che prima andrà tagliato a listarelle poi passato in padella con 20 g di burro fino a che non diventi croccante.
A questo punto mettete sul fuoco sia una pentola piena di acqua (da salare quando bolle) sia la crema di latte al porro affinché si riscaldi un pochino.
Prendete l'apposito attrezzo per spatzle (lo spatzlehobel), posizionatelo sulla pentola dell'acqua, riempitelo di impasto e fate fuoriuscire gli gnocchetti facendo scorrere avanti e indietro l'apposito carrellino; gli spatzle sono cotti quando vengono a galla.
Una volta cotti tutti gli gnocchetti scolateli e fateli saltare in pentola con un filo d'olio.
Impiattate come in fotografia seguendo la sequenza crema di porri, spatzle e speck...et voilà...il piatto è pronto!!!!


Servite immediatamente, mi raccomando!!
 
********** 

Entro la fine del mese dovrei riuscire a partecipare anche con il rosso...ma sto ancora mentalmente elaborando il da farsi!!!
Se invece vi piacciono gli spatzle andate a curiosare anche questa ricetta: spatzle di ceci con verdurine al profumo di lavanda.
 
 
Buon weekend a tutti!!!!
 
Elena

giovedì 20 novembre 2014

Ravioli ripieni di zucca e mortadella.

Oggi condivido con voi una ricetta che unisce tre ingredienti favolosi: la zucca, la mortadella ed il parmigiano reggiano.
Il risultato è un primo piatto ancora dal sapore prettamente autunnale...
Tra pochi giorni, invece, passeremo alle ricette di Natale!!! Sono le primissime di questo blog e non vedo l'ora!!!


INGREDIENTI (10/12 persone)
Per la pasta
800 g di farina 00
8 uova
sale q.b.
Per il ripieno
1,5 Kg di zucca (possibilmente piacentina)
300 g di mortadella
200 g di parmigiano reggiano
olio evo q.b.
Per il condimento
150 g di burro
100 g di mortadella (a dadini)
timo q.b.
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Tagliate a fette la zucca poi pelatela avendo cura di eliminare tutti i semi ed i filamenti.
Passate la zucca in forno preriscaldato a 150° C per circa un'ora.
Nel frattempo, preparate la pasta all'uovo: setacciate la farina sulla spianatoia poi disponetela a fontana.
Rompete le uova al centro della fontana, unite un pizzico di sale e lavorate fino ad ottenere un impasto sodo ed elastico.
Aggiungete farina all'impasto solo se durante la lavorazione la pasta tende ad attaccare e risulta troppo morbida.
A questo punto date all'impasto la forma di una palla; coprite e lasciate riposare il tutto per almeno mezz'ora.
Cotta la zucca preparate il ripieno dei ravioli: frullate la mortadella con un filo d'olio, unite la zucca ed il parmigiano grattugiato e frullate ancora.
Pronto anche il ripieno, stendete l'impasto in una sfoglia sottile poi, ad intervalli regolari, distribuite noci di ripieno.
Coprite con un'altra sfoglia di pasta, premete bene intorno al ripieno e ritagliate i ravioli sigillando i bordi.
Noi, in realtà, abbiamo velocizzato un po' il tutto utilizzando lo stampo per ravioli "Raviolamp" e la sac à poche per distribuire uniformemente il ripieno.


Procedete sino ad esaurimento di pasta e ripieno.
Per il condimento fate sciogliere il burro in una casseruola con i dadini di mortadella poi aggiungete le foglioline di timo nella quantità che preferite.
Nel frattempo lessate i ravioli in abbondante acqua bollente leggermente salata.
 
 
Scolate i ravioli dopo pochi minuti e conditeli con il burro fuso, la mortadella ed il timo.
Servite caldo e...buon appetito!!

Elena

domenica 9 novembre 2014

Flan di castagne.

Nuova ricetta...altro contest!!!

http://cultura-del-frumento.blogspot.it/2014/10/i-dolci-alle-castagne-per-la-raccolta.html

E' il contest organizzato da un'azienda orgogliosamente piemontese come me, tutto dedicato ai dolci alle castagne!!!
Ammetto di non avere tradizioni in famiglia specificamente legate a questo tipo di dolci...
Tuttavia, proprio alle castagne, associo tutta una serie di ricordi di famiglia: appuntamento fisso era la ricorrenza di tutti i Santi, il primo Novembre!! La visita dei parenti e, soprattutto, dei miei cugini, i primi freddi, il camino acceso e le caldarroste fatte da mio papà!!!!! Era una festa!!!
In nome di quei ricordi, ho deciso di partecipare al contest del Molino Chiavazza con un dolce piuttosto particolare che non prevede l'utilizzo di farine: è il flan di castagne, una specie di incrocio tra un budino ed uno sformato.
 
 
INGREDIENTI
300 g di castagne
180 g di zucchero di canna
50 g di mandorle tritate
70 g di burro
5 uova
latte q.b.
1 bustina di vanillina
sale q.b.
 
PROCEDIMENTO
Fate bollire le castagne, senza inciderle, per 40 minuti circa (o, in ogni caso, finché sia facile pelarle).
Pelate le castagne poi cuocetele nel latte bollente per almeno un quarto d'ora.
Eliminate il latte in eccesso poi riducete in purea le castagne aiutandovi con uno schiacciapatate: aggiungete lo zucchero di canna, un pizzico di sale, le mandorle tritate finemente, la vanillina, il burro fuso ed i tuorli delle uova.
Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.
Con una frusta elettrica montate gli albumi a neve ben ferma poi uniteli al composto di castagne, sollevando delicatamente l'impasto dal basso verso l'alto per evitare di smontare il tutto.
Versate il composto in uno stampo antiaderente per plumcake ben imburrato e cuocete a bagnomaria in forno preriscaldato a 180° C per 40 minuti circa.
Servite a temperatura ambiente.
Io l'ho guarnito con cioccolato fondente fuso, zucchero a velo e scaglie di zucchero dorate.
 
 
CONSIGLI E/O SUGGERIMENTI
Per essere sicuri della cottura del vostro flan di castagne, vi consiglio di fare la "prova dello stuzzicadenti" che, infilato al centro, deve uscirne asciutto e pulito!!! 

Alla prossima.

Elena


giovedì 6 novembre 2014

Bonét alle nocciole per il contest Sfumature...in gara!

Pubblicata la ricetta del bonét alle nocciole solo qualche giorno fa, la ripubblico oggi per partecipare al contest dei blog Essenza in cucina e Caffe col cioccolato.
 
http://essenzaincucina.blogspot.com/2014/11/sfumature-in-gara.html
 
INGREDIENTI (6/8 persone)
6 uova biologiche
500 ml di latte intero
200 g di amaretti
150 g di nocciole pelate
10 cucchiai di zucchero
50 g di cacao in polvere
 
PROCEDIMENTO
Sbattete le uova con lo zucchero fintanto che si formi una soffice spumosa.
Aggiungete gli amaretti e le nocciole precedentemente tritati con un frullatore, poi il cacao in polvere, setacciandolo sul preparato, ed il latte.
Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.
Preparate il caramello facendo prima sciogliere poi caramellare 5 cucchiai di zucchero in 4 cucchiai di acqua bollente, poi rovesciate il tutto nel recipiente di cottura.
Raffreddato il caramello, rovesciate nello stesso recipiente anche il composto alla nocciola, quindi fate cuocere a bagnomaria a 180° C per un'ora scarsa.
Sfornate e lasciate raffreddare per almeno tre ore, poi servite freddo (ma non freddissimo!!) o a temperatura ambiente.
 
 
CONSIGLI E/O SUGGERIMENTI Per la decorazione si consiglia di usare qualche nocciola intera, del cacao in polvere e/o un amaretto da sbriciolare sopra ogni porzione.
Quanto al recipiente di cottura, invece, potete decidere se utilizzare un'unica pirofila o più pirottini monoporzione, come rappresentato in fotografia; la differenza nel gusto è minima, ma fate attenzione al tempo di cottura!!!! Nel caso decidiate di usare i pirottini, il tempo di cottura (ovviamente sempre a bagnomaria!) deve ridursi di almeno un quarto d'ora rispetto a quello sopra indicato.
 
Buon contest a tutte noi!!!
 
Elena

mercoledì 29 ottobre 2014

Bonét alle nocciole.

Chi mi conosce (Dario in primis!!) sa che non riesco a cucinare ciò che non mi piace!!!
Mi rendo conto che è un limite, ma proprio non ci riesco...
A volte ci sono degli ingredienti e/o alimenti che proprio non riesco a far entrare nella mia cucina perché, per mio (anzi, nostro) gusto, decisamente poco graditi (vedi il gorgonzola, il pecorino, l'agnello...).
Altre volte, invece, mi è poco congeniale un antipasto, o un secondo piatto o un dolce, un qualcosa che magari piace a tanti, ma a me non convince!!
E' il caso del bonét: dolce tipicamente piemontese che a me non entusiasma affatto!! :))
E' tutta una questione di gusto personale, lo so, ma gira che ti rigira, la versione originale proprio non riesco a farla...
Fu così che ho creato la mia variante al bonét classico: è il bonét alle nocciole!!
 
 
INGREDIENTI (6/8 persone)
6 uova biologiche
500 ml di latte intero
200 g di amaretti
150 g di nocciole pelate
10 cucchiai di zucchero
50 g di cacao in polvere
 
PROCEDIMENTO
Sbattete le uova con lo zucchero fintanto che si formi una soffice spumosa.
Aggiungete gli amaretti e le nocciole precedentemente tritati con un frullatore, poi il cacao in polvere, setacciandolo sul preparato, ed il latte.
Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.
Preparate il caramello facendo prima sciogliere poi caramellare 5 cucchiai di zucchero in 4 cucchiai di acqua bollente, poi rovesciate il tutto nel recipiente di cottura.
Raffreddato il caramello, rovesciate nello stesso recipiente anche il composto alla nocciola, quindi fate cuocere a bagnomaria a 180° C per un'ora scarsa.
Sfornate e lasciate raffreddare per almeno tre ore, poi servite freddo (ma non freddissimo!!) o a temperatura ambiente.


CONSIGLI E/O SUGGERIMENTI
Per la decorazione si consiglia di usare qualche nocciola intera, del cacao in polvere e/o un amaretto da sbriciolare sopra ogni porzione.
Quanto al recipiente di cottura, invece, potete decidere se utilizzare un'unica pirofila o più pirottini monoporzione, come rappresentato in fotografia; la differenza nel gusto è minima, ma fate attenzione al tempo di cottura!!!! Nel caso decidiate di usare i pirottini, il tempo di cottura (ovviamente sempre a bagnomaria!) deve ridursi di almeno un quarto d'ora rispetto a quello sopra indicato.

Buon bonét a tutti!!!

Elena

domenica 19 ottobre 2014

Cipolline di Ivrea in agrodolce.

Tutti conoscono le cipolline borettane!! Ma chi di voi sa dirmi qualcosa sulle cipolline di Ivrea?
Ivrea è un comune della provincia di Torino, famosa per la spettacolare battaglia delle arance durante il periodo di carnevale. Io la conosco anche per altri due motivi: il primo (di tipo lavorativo) per le infinite code presso le cancellerie del Tribunale (O_O), il secondo (di tipo gastronomico) per le cipolline di Ivrea.
Queste cipolline sono di piccolissime dimensioni, hanno diametro variabile, comunque inferiore ai 3 cm, sono particolarmente indicate per l'utilizzo industriale (soprattutto per sottaceti!!) e sono rinomate per il gusto fine e delicato: in parole spicciole...sono buonissime!!!!
Io ve le propongo leggermente speziate ed in agrodolce!!!

 
INGREDIENTI (6 persone)
600 g di cipolline (tipo borettane o di Ivrea)
500 ml di aceto di mele biologico
80 g di zucchero
5 chiodi di garofano
5 foglie di alloro
20 grani di pepe nero
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Scottate le cipolline in acqua bollente salata, scolatele dopo un paio di minuti, poi sbucciatele delicatamente eliminandone la pellicina esterna.
Sciacquate velocemente le cipolline sotto l'acqua corrente così da eliminare qualsiasi residuo poi lasciate scolare per bene.
Versate l'aceto in una casseruola e portate ad ebollizione.
Aggiungete lo zucchero, l'alloro, i chiodi di garofano ed i grani di pepe nero.
Unite le cipolline, aggiustate di sale e lasciate cuocere per una decina di minuti.  
 
 
Sterilizzate i barattoli in acqua bollente, poi lasciateli scolare su un panno pulito.
Scolate le cipolline con l'aiuto di una schiumarola, distribuitele nei vasetti appena sterilizzati e coprite con il liquido di cottura.
Chiudete ermeticamente i vasetti e fate riposare per almeno un mese al riparo dalla luce, in un luogo asciutto e fresco.
 
 
SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
I chiodi di garofano sono molto aromatici: per dare un tono meno speziato alle vostre cipolline diminuite (o, a piacimento, eliminate) la dose indicata negli ingredienti, eventualmente sostituendola con più foglie di alloro.
 
Alla prossima, Elena



mercoledì 15 ottobre 2014

Parmigiana di zucca e Galbanino.

Devo ammettere che l'autunno non è proprio la mia stagione preferita, almeno climaticamente parlando!!! La pioggia, la nebbia, i primi freddi...per non parlare dell'umidità che mi fa arruffare i capelli...uh per carità!!!
Di contro ogni stagione ha il suo perché!! E' la natura che compensa il grigiore del cielo con i colori delle foglie, della frutta e degli ortaggi...
Così, magicamente, a riempirsi di colore sono proprio le nostre tavole!!
E allora non mi resta che approfittarne, proponendovi un secondo piatto dai colori che vanno dal giallo all'arancione: sono i colori della zucca e della mia parmigiana!!
 
 
INGREDIENTI (4 persone)
1 kg di zucca (tipo piacentina o tonda padana)
400 g di passata di pomodoro
400 g di Galbanino
100 g di olive taggiasche denocciolate
50 g di pinoli
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
parmigiano grattugiato q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Sbucciate la zucca, privatela dei semi e dei filamenti interni poi tagliatela a fette di circa 1 cm.
Disponete le fette di zucca su una teglia leggermente unta d'olio e fate cuocere in forno già caldo a 100° C per 50 minuti.
 
 
Trascorso questo tempo, sfornate e mettete da parte.
Tritate finemente la cipolla e l'aglio poi raccoglieteli in una casseruola e fateli soffriggere in un cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Unite la passata di pomodoro, le olive taggiasche ed i pinoli.
 
 
Aggiustate di sale poi fate cuocere a fuoco molto basso per 20 minuti.
Tagliate a fette il Galbanino poi velate una pirofila con uno strato leggero di salsa di pomodoro.
Disponete uno strato di zucca e condite con altra salsa.

 
 
Coprite con uno strato di Galbanino e spolverizzate con abbondante parmigiano grattugiato.
Ripetete la sequenza degli strati fino ad esaurimento degli ingredienti; terminate con Galbanino, salsa e parmigiano.
Mettete in forno già caldo a 180° C e fate cuocere per 25 minuti circa.
Sfornate, lasciate intiepidire e servite.
 
 
Buon appetito a tutti, Elena 

martedì 7 ottobre 2014

Peperoni di Capriglio ripieni di riso e salsiccia piccante.

Dopo i peperoni di Carmagnola, tanto per non fare preferenze e mantenere la par condicio in tavola, vi voglio presentare anche i peperoni di Capriglio!!
Direte voi: ma ancora peperoni?
E ceeeeerto!!! Perché sono di stagione (purtroppo quasi al termine qui in Piemonte!!) e perché sono tanto, tanto, tanto buoni!!!!
 
 
INGREDIENTI (4 persone)
10 peperoni di Capriglio
200 g di riso (tipo arborio)
150 g di salsiccia piccante
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiai di conserva (o passata di pomodoro)
1 uovo
3 cucchiai di fontina (grattugiata)
sale q.b.

PROCEDIMENTO
Per prima cosa lavate i peperoni, asciugateli bene, tagliate via la sommità come per formare delle scatole col coperchio, quindi svuotateli dai filamenti interni e dai semi.
 

Nel frattempo fate bollire il riso in abbondante acqua salata.
Cotto il riso, scolatelo dall'acqua in eccesso poi conditelo con due cucchiai di olio extra vergine di oliva e due cucchiai di conserva.
Unite al riso anche la salsiccia piccante (purché privata del proprio budello), quindi amalgamate i due ingredienti avendo cura di mescolarli per bene.
 

A questo punto salate leggermente i peperoni poi riempiteli fino all'orlo con il ripieno di riso e salsiccia.
Ungete una pirofila da forno abbastanza grande da contenere tutti i peperoni in piedi e le calotte dei peperoni stessi.
 
 
Sbattete l'uovo con una forchetta, aggiungete i tre cucchiai di fontina grattugiata, mescolate bene poi, con l'aiuto di un cucchiaio versate parte del composto sopra ogni peperone.
Infornate in forno già caldo per 40 minuti a 180° C.
Sfornate, fate intiepidire leggermente poi impiattate e servite!!
 

Inutile dire che come tutte le verdure ripiene anche i peperoni sono quasi più buoni il giorno dopo...
 
CURIOSITA'
Come il peperone di Carmagnola anche quello di Capriglio è presidio Slow Food.
Le caratteristiche organolettiche poi lo rendono un signor peperone: ridotte dimensioni, sezione leggermente triangolare o cuoriforme, colore giallo o rosso, sapore dolce e, infine, consistenza carnosa.
Il metodo di conservazione più tradizionale è quello sotto vinaccia, ma io preferisco di gran lunga l'utilizzo del prodotto fresco!!
Capriglio, inoltre, è un piccolo paesino della provincia di Asti immerso fra i boschi e le colline del Monferrato: un bel posticino insomma, di quelli che piacciono a me...
 
Alla prossima, Elena

sabato 4 ottobre 2014

Caramelle di tomini "boscaiolo" con funghi porcini e speck.

Oggi una ricetta semplicissima con cui intendo partecipare ai festeggiamenti del compleanno del blog Idee in Pasta & in Pentola!!
Primo compleanno...primo contest...non fa una piega!!! Tra l'altro un bel contest, perché tutto dedicato al cartoccio!!
 

INGREDIENTI (4 persone)
4 tomini "boscaiolo"
100 g di funghi porcini (freschi o surgelati)
8 fette di speck
1 spicchio di aglio
2 foglie di alloro
sale q.b.
 
PROCEDIMENTO
Per prima cosa pulite i funghi porcini prima eliminando i residui di terra e la parte finale del gambo, poi strofinandoli per bene con un panno umido, infine tagliateli a cubetti piuttosto piccoli.
A questo punto fate soffriggere l'aglio e l'alloro in un pentolino con due cucchiai di olio evo poi aggiungete i funghi.
Fate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto, poi aggiustate di sale.

 
Cotti i funghi eliminate l'aglio e l'alloro poi, come da figura, tagliate a metà i tomini.

 
Su quattro delle otto metà versate i funghi poi coprite a "panino" facendo una leggera pressione.

 
Ora tagliate nuovamente i tomini, questa volta in senso verticale, poi arrotolate su ciascuna metà una fetta (sottile) di speck.


 
A questo punto tagliate la carta da forno in fogli di dimensione più o meno rettangolare (20 x 15 cm circa), ponete al centro di ciascun foglio il tomino poi piegate la carta da forno come per avvolgere una "caramella".
Chiudete la vostra "caramella" utilizzando dello spago da cucina, esattamente come in figura.

  
Infornate in forno preriscaldato a 200° C per pochi minuti (6-7 minuti).
Servite caldo, senza disfare la "caramella".
Il cartoccio, infatti, oltre ad essere un modo carino per presentare questo antipasto, di per sé anche molto semplice da fare, è molto utile per contenere il formaggio che andrà a sciogliersi con la cottura in forno!!

 
Ne approfitto anche per specificare che lo stesso effetto può essere raggiunto anche senza funghi...una soluzione low cost in ogni caso sempre molto gradita, ve lo dico per esperienza!!!

Per chi volesse partecipare al contest basta cliccare sul link qui di seguito: SORPRESA! Le meraviglie della cucina al cartoccio.

In bocca al lupo a tutte noi!!!

Elena