lunedì 29 settembre 2014

Peperonata con peperoni di Carmagnola e salsiccia dolce.

La peperonata con la salsiccia è un secondo piatto piuttosto colorato e gustoso; se poi viene fatta con i peperoni di Carmagnola lo è ancora di più!!
Il peperone di Carmagnola è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (anche detto P.A.T.) espressamente riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dalla Regione Piemonte, esattamente come gli agnolotti piemontesi di cui abbiamo già parlato!!!
Ma non basta!! Perché il mio amatissimo peperone di Carmagnola fa anche parte del Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino: un motivo in più, quindi, per andar fiera della città dove sono nata!!
Ciò detto, non mi resta che invitarvi a provare questa ricetta di cui, però, voglio dare tutto il merito a Dario: la peperonata, infatti, è "affare" suo!!! Io mi "sacrifico" a mangiarla...e ora a postarvela!!!


 
INGREDIENTI (4 persone)
1 kg e mezzo di peperoni gialli e rossi
2 cipolle medio piccole
600 g di salsiccia
1 kg di pomodori maturi (da pelare)
2 spicchi di aglio
3 cucchiai di olio evo
una noce abbondante di burro (30 g)
sale e pepe q.b.
 
PROCEDIMENTO
Procedete innanzitutto con la preparazione di tutti gli ingredienti.
Lavate i peperoni sotto l'acqua corrente, poi apriteli e tagliateli a piacimento eliminando il picciolo verde, i semi ed i filamenti interni.
Lavate, pelate e tagliate a cubetti grossolani anche il pomodoro.
Pelate e tritate finemente le cipolle poi pelate e schiacciate l'aglio.
Infine, tagliate la salsiccia in pezzi di lunghezza variabile (6-8 cm circa).
 
 
Successivamente, fate scaldare tre cucchiai di olio extra vergine di oliva in una casseruola piuttosto capiente, fate rosolare solo per pochi minuti la salsiccia precedentemente tagliata, poi mettetela da parte.
 
 
Nella stessa casseruola dove avete fatto rosolare la salsiccia versate la cipolla tritata e l'aglio schiacciato, lasciando soffriggere per qualche minuto, poi aggiungete peperoni e pomodori.
 

Mescolate bene, aggiustate di sale, incoperchiate e lasciate cuocere una prima mezz'ora a fuoco medio basso poi aggiungete la salsiccia rosolata.
Lasciate cuocere ancora per un'ora, mescolando di tanto in tanto.
A cottura ultimata, togliete dal fuoco, aggiungendo il pepe e la noce di burro.
Mescolate per amalgamare tutti gli ingredienti quindi coprite lasciando riposare la vostra peperonata per una ventina di minuti.
Impiattate, servite ancora caldo e...bon appétit!!!
 
 
SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
Il tempo di cottura della peperonata varia da peperone a peperone!!
La varietà di Carmagnola, in particolare, è caratterizzata da peperoni piuttosto spessi e carnosi: va da sé che la cottura della peperonata richiede un po' più di pazienza...

Alla prossima!!!

Elena


martedì 23 settembre 2014

Il miele e l'azienda agricola 'Me na vira.

Sono circa due anni che associo la parola miele ad una ragazza che ha avviato il proprio laboratorio di smielatura a Chivasso, non lontano da quello che era l'ufficio di Dario (prima del trasloco a Torino!!).
Una conoscenza che in poco tempo mi ha fatto (ri)scoprire la bontà del miele, i suoi benefici ed i suoi innumerevoli usi in cucina.
Io lo uso molto spesso anche solo come dolcificante di caffè e caffè-latte; Dario è solito aggiungerlo allo yogurt bianco!! Vizi e vizietti che fanno bene direi perché il miele oltre che buono è anche ricco di oligoelementi, proteine, zuccheri semplici, vitamine, enzimi e sostanze battericide ed antibiotiche. Insomma un vero e proprio dono della natura, simbolo da sempre di ricchezza e prosperità, tanto da esser considerato "cibo degli dei" dai Greci ed "elisir di lunga vita" da Pitagora.
Tra le sue proprietà il miele parrebbe fortificare i muscoli, favorendo resistenza e recupero fisico: la sua assimilazione, tra l'altro, non richiede al nostro organismo nessuno sforzo in quanto alimento predigerito (eh già, avete letto bene...predigerito!!!) dalle api che, dotate di particolari ghiandole salivari, sono in grado di scindere il saccarosio in glucosio e fruttosio. 
Le caratteristiche organolettiche del miele poi variano notevolmente a seconda della provenienza, delle piante da cui il miele deriva, dall'epoca di raccolta e dalle specie di api che lo producono.
 
E allora soffermiamoci su alcuni tipi di miele.
Il miele d'acacia è caratterizzato da un colore dorato chiaro (quasi trasparente), un odore delicato ed un sapore dolcissimo; è il miele più diffuso, che spesso viene usato anche come dolcificante in sostituzione dello zucchero perché non interferisce con il gusto delle vivande. Disintossica il fegato e disinfiamma la gola.
Il miele di millefiori è variamente ambrato, ha odore e sapore dalle sfumature diverse in base alle fioriture utilizzate. Si adatta a tutti gli usi e, come il miele d'acacia, è utile come antinfiammatorio di gola e apparato respiratorio.
Il miele di castagno ha una tonalità scura che può spaziare tra l'ambra intensa ed il marrone; l'aroma è forte e legnoso e il sapore intenso con un retrogusto abbastanza amarognolo. E' indicato per persone anemiche ed è utile per disinfettare le vie urinarie e favorire la circolazione.
Il miele di lavanda è caratterizzato da un colore chiaro, leggermente ambrato, da un profumo che ricorda i fiori di lavanda e da un sapore piuttosto aromatico che spesso ricorda i fichi, la camomilla e il thé alla pesca. E' consigliato come digestivo, analgesico e contro l'insonnia.
Il miele di ciliegio ha un sapore piuttosto aromatico ed un colore abbastanza chiaro che diventa bianco grigiastro una volta cristallizzato. La cristallizzazione, relativamente rapida, dà generalmente origine a una massa pastosa, con cristalli fini. Antispasmodico, diuretico, lassativo, energetico, è molto indicato per gli sportivi.
Il miele di agrumi presenta una tinta chiara e, una volta cristallizzato, è quasi bianco. Il profumo ricorda quello dei fiori d'arancio e anche il gusto, piuttosto intenso, è floreale e fruttato. Ha forti proprietà depurative e calmanti dei disturbi dello stomaco, dovuti ad ansia o eccessi alimentari. Si consiglia di prenderne un cucchiaino prima di ogni pasto, puro, oppure sciolto in mezza tazza d’acqua tiepida.
Il miele di eucalipto ha una tonalità chiara, tendente al beige, ed un profumo piuttosto legnoso. Il miele di eucalipto può vantare un gran numero di proprietà antispasmodiche e antisettiche e che combattono il catarro e la tosse. Utilissimo, pertanto, durante tutta la stagione invernale.
Il miele di tiglio, infine, è caratterizzato dalla presenza di grossi cristalli, è particolarmente fresco e profuma di menta. Ha un aroma balsamico, dal sapore dolce ma dal retrogusto amaro. E' utile come sedativo dei dolori mestruali, calmante, diuretico, digestivo e contro l'insonnia e l'irritabilità.

Miele di ciliegio, miele di acacia, miele di tiglio, miele di millefiori e melata di bosco sono, tra l'altro, alcuni dei mieli prodotti anche dal laboratorio di smielatura di cui vi dicevo...
 


Lei si chiama Anna Paola ed è la titolare dell'azienda agricola 'Me na vira, termine che tradotto dal piemontese significa "come una volta".
Eh sì perché la "mission" di questa azienda è proprio quella di far riscoprire i veri sapori di una volta, il sapore delle cose come natura le ha fatte, senza troppe elaborazioni "umane"!!
Il laboratorio di smielatura, in particolare, è stato aperto nel 2011 nel pieno centro storico della città di Chivasso: qui ciascuno di noi potrà acquistare il miele dell'azienda agricola 'Me na vira che, a tutti gli effetti, è miele a Km 0 essendo ricavato da alveari posti nei boschi delle colline del Monferrato.
Il miele è ottimo e ha già ottenuto importanti riconoscimenti al concorso nazionale "Premio Giulio Piana, Grandi mieli d'Italia, Tre gocce d'oro" sia per il miele di acacia sia per quello di melata.
Il mio consiglio, quantomeno per chi è in zona, è quindi quello di fare un salto a trovare Anna Paola perché solo così facendo potrete vedere quanta passione e voglia di fare trasmette questa ragazza.
Poi, per chi volesse dare una sbirciatina virtuale ai prodotti del laboratorio, vi lascio il link del relativo sito internet: basta cliccare qui.
 
Per quanto mi riguarda invece...piano piano vi posterò anche tante buone ricette (dolci e salate) a base di miele!!! Ovviamente con miele 'Me na vira!!!

A presto allora e un saluto a tutti, in particolare ad Anna Paola e al suo laboratorio!!

Elena

giovedì 11 settembre 2014

Chips di zucca al rosmarino.

Oggi vi presento una ricetta dal colore e dal sapore prettamente autunnale: è la ricetta delle chips di zucca al rosmarino, ottimo finger food adattissimo per aperitivi, rinfreschi e merende!!
La zucca in questione, in realtà la prima di molte, proviene direttamente dall'orto dei miei genitori: è la "figlia" di una zucca comprata l'anno scorso al mercato di Chivasso poi portata a mia mamma che, a tempo debito, ne ha piantato i semi, ricavato dei piantini (tenerissimi!!!) che, successivamente, sono stati trapiantati a terra. Altro che tracciabilità del prodotto eh?
 
 
INGREDIENTI (4 persone)
600 g di zucca (tipo piacentina)
farina q.b.
sale q.b.
3 ciuffi di rosmarino
olio di arachidi q.b.
 
PROCEDIMENTO
Tagliate la zucca in più parti (almeno 4), eliminando semi e filamenti.
 
 
Pelate la zucca poi affettatela con un'affettatrice o un pelapatate.
 
 
Infarinate una alla volta le fettine di zucca poi passatele al setaccio così da eliminare la farina in eccesso.
 
 
Sciacquate il rosmarino sotto l'acqua corrente, asciugatelo con un panno pulito poi con un coltello da cucina tritatene finemente gli aghi.
Fate riscaldare abbondante olio di arachide poi, quand'è bello caldo, friggete le fettine di zucca togliendole dopo pochissimi minuti e appena diventano croccanti.
 
 
Fate asciugare le chips di zucca su carta assorbente poi salate e spolverate con abbondante rosmarino tritato.
Servite subito e buon appetito!!
 
 
SUGGERIMENTI E/O VARIANTI
Tengo a precisare che le zucche non sono tutte uguali!! Come per le patate esistono diverse varietà, ciascuna con il proprio utilizzo.
Per le chips di zucca vi consiglio vivamente zucche sode e farinose come la cd. "piacentina", riconoscibile dal colore verde grigio della buccia e giallo-arancio della polpa.
 
Alla prossima, Elena

venerdì 5 settembre 2014

Pappa col pomodoro.

Eccomi dinuovo qua!! Oggi voglio condividere con voi la ricetta dell'arcinota "pappa col pomodoro", ricetta di origine toscana ormai conosciuta in tutta Italia presumo anche grazie alla canzone di Rita Pavone e al personaggio di Gian Burrasca.
Di fatto poi, per quanto nota, tutte le volte che sono andata in Toscana  non mi è mai capitato di trovarmela in menu!! Ed è un vero peccato perché la "pappa col pomodoro" è buona, tanto buona!!!
Per rendere l'idea...avete presente quando dopo un bel piatto di spaghetti al pomodoro decidete di pulire il tutto con una bella "scarpetta" di pane??? Non male eh??? Ecco...la pappa al pomodoro mi ricorda un'enorme "scarpetta"...e merita di essere provata!!!
 
 
INGREDIENTI (4 persone)
1 kg di pomodori maturi
5 fette di pane rustico raffermo
2 cipolle rosse
3 spicchi di aglio
2 ciuffi di basilico
origano q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
 
PROCEDIMENTO
Pelate le cipolle, affettatele sottilmente e fatele imbiondire in un tegame di coccio (o in una pentola antiaderente) con tre cucchiai di olio extra vergine di oliva.

 
Lavate, pelate e tagliate i pomodori a cubetti poi versateli nel tegame insieme alla cipolla.


Profumate con il basilico spezzettato grossolanamente, aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa 30 minuti a fuoco medio basso.


Nel frattempo, strofinate ben bene l'aglio sulle cinque fette di pane e fate cuocere ciò che vi avanza insieme al pomodoro.
Tagliate il pane a tocchetti poi aggiungetelo al pomodoro: mescolate bene e completate la cottura per altri cinque minuti avendo cura di aggiungere uno o due mestoli di acqua calda se vi accorgete che la "pappa" risulta un po' troppo asciutta.
Spegnete, spolverate con un po' di pepe e di origano, mescolate, coprite con un coperchio e lasciate riposare per una mezz'oretta.
Trascorso il tempo di riposo, mescolate con energia al fine di "spappolare" il pane.
Impiattate e servite subito.


Buon appetito e...viva la pappa col pomodoro!!!

Elena

martedì 2 settembre 2014

Da oggi anche su Matilde Tiramisù!

Sono lieta di comunicarvi che da oggi i nostri dolci saranno pubblicati anche sul sito di Matilde Tiramisù! dove troverete le nostre ricette, la nostra pagina personale e tantissime altre idee, tutte da provare!!
 

Buona navigazione a tutti!!!
Elena

lunedì 1 settembre 2014

Scaloppine di pollo al latte con piselli.

La passione per la cucina mi spinge a cimentarmi in tante e diverse ricette che, però, difficilmente sfociano in un secondo piatto!! E lo stesso vale per Dario!
Saranno le origini piemontesi (patria degli antipasti) ma la nostra è una vera e propria predilezione per primi piatti e, appunto, antipasti!!! Tra l'altro la cosa si riflette anche al ristorante tanto che per ordinare un secondo dobbiamo esserne letteralmente attirati!! E capita raramente...
Oggi, però, strano ma vero, vi posterò la ricetta di un secondo piatto: è una ricetta semplice ma gustosa che può piacere a grandi e piccini.

 
INGREDIENTI (4 persone)
300 g di petto di pollo a fette
250 g piselli (freschi o surgelati)
1 cipolla
1 bicchiere di latte
farina q.b.
olio evo q.b.
1 dado vegetale
sale q.b.
 
PROCEDIMENTO
Tagliate il petto di pollo a cubetti (o listarelle), infarinatelo e fatelo rosolare in padella con un po' di olio extra vergine di oliva.

 
Nel frattempo, mettete a lessare in un altro tegame i piselli con la cipolla tagliata sottilmente, il dado e acqua sufficiente per coprire il tutto.
Quando il pollo sarà ben rosolato, salate e sfumate con un bicchiere di latte.
Mentre il latte si asciuga, controllate i piselli che, a cottura quasi ultimata, andranno versati nella padella del pollo con tutta l'acqua di cottura rimasta.


Terminate la cottura a fuoco medio basso lasciando che il sughetto si restringa un po'.
Impiattate e servite subito.

 
Buon appetito e un salutone a tutti!!!
Elena